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Cinema e sostenibilità: VSF all’ONA Short Film Festival

Venice Sustainability Foundation (VSF) ha patrocinato la sesta edizione dell’ONA Short Film Festival svoltasi dal 10 al 12 settembre 2026 all’Isola di San Servolo, a Venezia, partecipando anche alla giuria dell’Aware and Sustainable Vision Award.

Dedicato ai temi della natura, dell’avventura e della sostenibilità, il Festival propone cortometraggi provenienti da diversi Paesi che raccontano il rapporto tra persone, territori e ambiente.

La collaborazione si inserisce nelle attività con cui VSF contribuisce alla diffusione dei temi della sostenibilità anche attraverso i linguaggi della cultura.

Alessandro Costa, Direttore Generale di VSF, ha fatto parte della giuria del premio insieme ai rappresentanti della Cattedra UNESCO Heritage and Urban Regeneration dell’Università Iuav di Venezia e della Regione del Veneto.

Il riconoscimento è stato assegnato ex aequo a tre cortometraggi: La resilienza oltre (Italia), Forcadas (Portogallo/Germania) e The Present (Francia), premiati per le diverse prospettive con cui affrontano il rapporto tra persone, territori e ambiente.

VSF celebra il suo quarto anniversario e pubblica il Rapporto di attività 2025

Un’occasione per ripercorrere il lavoro svolto nel 2025 e guardare alle direttrici che orienteranno l’impegno della Fondazione nel 2026

Il 14 marzo 2026 Venice Sustainability Foundation | VSF celebra il suo quarto anniversario e, in questa occasione, pubblica il Rapporto di attività 2025, documento che restituisce il lavoro svolto nel corso dell’ultimo anno e offre uno sguardo sulle direttrici che orienteranno l’impegno della Fondazione nel 2026.

A quattro anni dalla sua istituzione, VSF ha progressivamente consolidato il proprio ruolo quale spazio di incontro e di collaborazione tra istituzioni, mondo della ricerca e sistema delle imprese, promuovendo progettualità, relazioni e occasioni di confronto sui temi della sostenibilità ambientale, economica, sociale e culturale.

Il 2025 ha rappresentato un anno di particolare intensità e rilievo. Con l’avvio del secondo triennio della Fondazione, il rinnovo degli organi di governance ha accompagnato una fase di ulteriore consolidamento istituzionale, nel segno della continuità del percorso intrapreso. Nel contempo, si sono sviluppate progettualità nelle diverse aree di attività della Fondazione, in continuità con il lavoro avviato.

Tra i risultati più significativi dell’anno si segnalano la seconda edizione della Biennale della Sostenibilità “Urbs et Civitas” e la mostra “Intelligent Venice: la più antica città del futuro”, Progetto Speciale di VSF per la Biennale Architettura 2025. A queste iniziative si è affiancato un avanzamento diffuso delle attività promosse dalla Fondazione nelle sue diverse aree tematiche: dalla transizione energetica e ambientale ai processi di innovazione, dai temi legati al cluster della conoscenza a quelli della residenzialità, dal turismo sostenibile alla finanza sostenibile, fino all’inclusione sociale e alla cultura della legalità.

Il Rapporto documenta un percorso articolato, che conferma la vocazione di VSF a mettere in relazione competenze, soggetti e progettualità diverse entro una visione condivisa di sostenibilità integrata. Nel corso del 2025 si sono inoltre ulteriormente rafforzati il profilo internazionale della Fondazione e la rete dei soci, dei partner e dei collaboratori che ne sostiene il percorso.

A guidare il lavoro di VSF fin dalla sua nascita è una convinzione precisa: Venezia non è soltanto un patrimonio da custodire, ma un laboratorio contemporaneo capace di esprimere visioni, pratiche e soluzioni di valore anche oltre i suoi confini.

Il 2026 si apre con nuove prospettive. Tra queste, assume particolare rilievo il lavoro volto alla definizione di uno Scenario obiettivo di sostenibilità urbana integrata per Venezia e il suo territorio: una cornice condivisa, costruita con i soci e con gli attori del territorio, capace di orientare priorità, strumenti e traiettorie di sviluppo.

Questo anniversario è anche occasione per rivolgere un ringraziamento a tutti coloro che contribuiscono al percorso della Fondazione: ai soci, ai partner, ai collaboratori e allo staff VSF, il cui impegno quotidiano rende possibile la continuità e la qualità del lavoro svolto.

Il Rapporto di attività 2025 è disponibile qui: VSF | Rapporto di attività 2025

VSF, il Consiglio di Indirizzo avvia il percorso verso il Programma di Indirizzo 2026 e ricostituisce il Comitato Scientifico con Paolo Costa presidente

Venice Sustainability Foundation avvia il percorso di lavoro verso il Programma di Indirizzo 2026, in continuità con le linee già definite e con l’obiettivo di rafforzare l’impatto delle iniziative sui quattro assi della sostenibilità – ambientale, economica, sociale e culturale – coniugando la dimensione locale con l’orizzonte nazionale e internazionale.

In questo quadro è stata deliberata la ricostituzione del Comitato Scientifico con la nomina di Paolo Costa alla presidenza. La decisione riconosce una conoscenza consolidata dei temi strategici per la città e il Veneto – dall’overtourism alla dimensione infrastrutturale – maturata in ambito accademico e istituzionale. Il Comitato opererà quale presidio tecnico della Fondazione, assicurando supporto all’indirizzo strategico, validazione delle metodologie e accompagnamento tecnico-scientifico dei progetti. La composizione è espressione delle diverse anime della Fondazione – accademiche, istituzionali e d’impresa – e comprende due personalità di spicco di rilievo internazionale, Carlo Carraro (Università Ca’ Foscari Venezia) e Francesco La Camera (IRENA); tra i componenti figurano, inoltre, Barbara Caputo (Politecnico di Torino), Chiara Casarin (Fondazione Giorgio Cini), Federico Cinquepalmi (Università La Sapienza), Liliana Fracasso (Accademia di Belle Arti Venezia), Gianluca Leonardi (UniCredit S.p.A. – ESG & Start), Antonio Marcomini (Università Ca’ Foscari Venezia), Sara Mingardo (Accademia Nazionale di Santa Cecilia), Francesco Petracchini (CNR), Marilena Petraglia (Ferrovie dello Stato Italiane), Cristiana Scarpa (Città metropolitana di Venezia), Lucia Silva (Assicurazioni Generali) e Gianluca Toschi (Fondazione NordEst).

«Con il rinnovo del Comitato Scientifico sotto la prestigiosa guida di Paolo Costa, si consolida il percorso tracciato dalla Fondazione, che sarà sempre più orientato a far emergere una Venezia diversa, che si affranca dalla narrazione dominante che viene fatta oggi: non più una città che muore, ma una città che si salva grazie all’anima innovatrice che ha sempre custodito e alimentato. Un’anima che oggi si rinnova con la sperimentazione nelle nuove tecnologie, per esempio, ma anche grazie alla sua intelligenza, che è prima di tutto collettiva», ha dichiarato il Presidente Renato Brunetta. «Missione della Fondazione nei prossimi anni sarà dunque rivestire il ruolo di perno strategico per lo sviluppo di questa intelligenza, rivelandosi come ponte tra la città, la Regione e il contesto internazionale»

Pubblicato il Rapporto di Attività del primo semestre 2025

Il Rapporto di Attività del primo semestre 2025 racconta un periodo intenso, segnato da nuove sfide e importanti traguardi.

Nei primi sei mesi dell’anno la Fondazione ha avviato le nuove aree tematiche Inclusione sociale e Cultura della legalità, ora operative con programmi e iniziative sul territorio. 

VSF ha inaugurato la seconda edizione della Biennale della Sostenibilità – Urbs et Civitas. In questo contesto è stata presentata “Intelligent Venice: la più antica città del futuro”, progetto speciale di VSF per la Biennale Architettura 2025, visitabile fino a fine novembre all’Arsenale. Tra i momenti di confronto internazionale, la conferenza “Ricerca, Formazione, Innovazione. Verso un cluster della conoscenza a Venezia” ha aperto gli incontri della nuova edizione della BS 2025. 

È stato inoltre dato il via alla collana “Quaderni VSF”, con il volume “Dalla Laguna alla Luna” dedicato alle prospettive di sviluppo della space economy nel Veneto, e due nuovi quaderni sono oggi in pubblicazione. Sul territorio hanno preso avvio progetti concreti come l’analisi delle emissioni della mobilità nautica lagunare.

Nel corso del semestre il partenariato si è ampliato con l’ingresso di tre nuovi soci – Città Metropolitana di Venezia, Mare Health e Comin&Partners – e si è rafforzata la dimensione internazionale, per valorizzare Venezia come laboratorio di resilienza climatica e innovazione.

Il Rapporto è disponibile ai seguenti link: 

VSF – Rapporto attività 2025 Primo semestre HD

VSF – Rapporto attività 2025 Primo semestre SD

Dialogo sulle energie rinnovabili: il Jeollanamdo Institute for Talent & Lifelong Education in visita a VSF

Lunedì 8 settembre la sede di VSF ha ospitato una delegazione coreana di 19 rappresentanti provenienti dal Jeollanamdo Institute for Talent & Lifelong Education. Il gruppo, composto da personale dell’istituto, ricercatori di aziende locali e funzionari comunali, è in visita in Italia per studiare le strategie di sviluppo delle energie rinnovabili e i processi di transizione energetica.

L’istituto, con sede nella provincia del Jeolla Meridionale, è un’organizzazione regionale che si dedica a rafforzare le capacità locali e a promuovere una crescita regionale sostenibile attraverso programmi educativi all’avanguardia. L’ente realizza diverse iniziative nell’ambito della formazione continua, dell’innovazione ambientale e dello sviluppo dell’industria verde, in collaborazione con le comunità locali e i partner industriali.

L’incontro è stato un’importante occasione di confronto e scambio di idee. I Project Manager Damiano De Marchi, Luca Farina e Alessandro Scardino hanno presentato la Fondazione, rivolgendo l’attenzione sull’area tematica Idrogeno, con una panoramica su progetti, ricerche e applicazioni legate all’idrogeno verde.

Il dialogo ha messo in luce interessanti similarità tra il contesto veneziano e la regione coreana di provenienza della delegazione, in termini di sfide e opportunità legate all’idrogeno, aprendo la possibilità di future prospettive di collaborazione.

Tre nuovi soci ammessi al partenariato VSF

La rete della Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità / Venice Sustainability Foundation si amplia con l’ingresso di tre nuovi Soci, ufficializzato nel corso della riunione del Consiglio di Indirizzo del 18 luglio 2025.

La Città Metropolitana di Venezia entra come Socio cofondatore. Punto di riferimento per la pianificazione del territorio, l’ambiente e le infrastrutture dell’area vasta, l’Ente condivide l’impegno per uno sviluppo sostenibile che tenga insieme identità locali, risorse naturali e coesione sociale. Il suo contributo si estende a molte delle aree tematiche della Fondazione, dalla transizione energetica alla mobilità, dall’inclusione alla cultura della legalità.

Diventa socio cofondatore anche MARE Health Italia, iniziativa imprenditoriale promossa da Frank Gotthardt, fondatore di CompuGroup Medical, multinazionale attiva nel campo dell’e-health, che prevede la riqualificazione dell’area dell’ex Ospedale al Mare al Lido di Venezia per la realizzazione di un campus dedicato alla ricerca sull’intelligenza artificiale applicata alla sanità. Il progetto si sviluppa secondo criteri di sostenibilità ambientale. L’iniziativa si inserisce nelle direttrici strategiche della Fondazione, in particolare nelle aree tematiche “Venezia Città Campus”, “Residenzialità” e “Innovazione”, contribuendo allo sviluppo di nuove funzioni urbane e produttive nel contesto litorale.

In qualità di Socio sostenitore, entra infine Comin & Partners, società di consulenza attiva nei settori della comunicazione strategica, delle relazioni con i media e delle relazioni istituzionali. Il nuovo socio potrà supportare la Fondazione nel rafforzare la visibilità delle sue iniziative e nel dialogo con gli attori locali, nazionali e internazionali.

Con questi nuovi ingressi, la Fondazione si arricchisce di competenze in ambiti rilevanti per il futuro della città e del suo territorio più ampio.

Rinnovati gli organi della Fondazione: confermati Renato Brunetta e Alessandro Costa

Con l’approvazione all’unanimità del bilancio di esercizio 2024, si è concluso formalmente il primo triennio della Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità / Venice Sustainability Foundation (VSF). Il Consiglio di Indirizzo, riunitosi presso le Procuratie Vecchie in Piazza San Marco, ha dato avvio alla nuova fase istituzionale della Fondazione con il rinnovo degli organi statutari.

Renato Brunetta è stato confermato presidente per il triennio 2025–2027, su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il pieno consenso della Regione del Veneto e del Comune di Venezia. Alessandro Costa è stato confermato nel ruolo di Direttore Generale e Amministratore Unico.

Riconfermati anche i rappresentanti dei soci fondatori nel Consiglio di Indirizzo: Benno Albrecht (Università Iuav di Venezia), Enrico Carraro (Confindustria Veneto), Michele Casarin (Accademia di Belle Arti di Venezia), Renata Codello (Fondazione Giorgio Cini onlus), Monica De Virgiliis (Snam), Fabrizio Iaccarino (Enel), Tiziana Lippiello (Università Ca’ Foscari di Venezia), Fabio Moretti (Conservatorio di Musica Benedetto Marcello Venezia), Giuseppe Ricci (Eni), Emma Ursich (Assicurazioni Generali), Laura Alice Villani (BCG).

È stato inoltre nominato il nuovo Collegio Sindacale, con Enrico Zanetti riconfermato alla presidenza.

La rielezione degli organi rappresenta una continuità nella direzione strategica della Fondazione, che proseguirà il proprio impegno a favore dello sviluppo sostenibile di Venezia e del suo territorio, in una prospettiva di cooperazione istituzionale e partenariato pubblico-privato.

VSF partecipa alla presentazione de “Il Nuovo Abbecedario del Made in Italy”

VSF ha preso parte alla Giornata Nazionale del Made in Italy, martedì 15 aprile 2025 presso Villa Widmann a Mira (VE), nel corso della quale si è tenuta l’anteprima nazionale de “Il Nuovo Abbecedario del Made in Italy”, progetto promosso da Confartigianato Imprese Veneto, Confartigianato Imprese, Fondazione Germozzi Onlus e Strategy Innovation.

Il volume, edito dalla Fondazione Germozzi, a cura del linguista e critico letterario Beniamino Mirisola, declina 21 parole che raccontano l’artigianato italiano contemporaneo. Ogni vocabolo, da Avanguardia a Zelo, offre uno strumento attraverso cui esplorare il mondo dell’artigianato, dove tradizione e innovazione danno vita a prodotti e servizi che definiscono l’eccellenza del Made in Italy.

Per VSF è intervenuto Damiano De Marchi, che ha condiviso le proprie riflessioni sul tema della sostenibilità e del ruolo delle imprese artigiane nel valorizzare il patrimonio produttivo e culturale del territorio, anche per aumentare il grado di sostenibilità del turismo.

Durante l’evento, sono intervenuti Carlo Bagnoli (Università Ca’ Foscari e Strategy Innovation), Isabella Collalto de Croÿ (Associazione per le Ville Venete), Sebastiano Cattaruzzo (Università Ca’ Foscari), Roberto Boschetto (Confartigianato Imprese Veneto), i quali hanno discusso di come sostenibilità e innovazione possano contribuire alla rinascita del settore artigiano in un’epoca di profondi cambiamenti economici e sociali.

La Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità (VSF) al World Expo 2025 di Osaka

La Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità – Venice Sustainability Foundation (VSF) ha partecipato oggi, 14 aprile, al World Expo 2025 Osaka, nel Padiglione Italia, che vedrà Venezia protagonista della settimana inaugurale.

Lunedì 14 aprile, il Direttore Generale Alessandro Costa è intervenuto alla tavola rotonda “Laguna, portualità, sostenibilità”, insieme ai rappresentanti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale – Porti di Venezia e Chioggia, di Autorità per la laguna e di Confindustria Veneto Est.

L’incontro è stato dedicato ad approfondire i temi di sostenibilità del sistema lagunare veneziano, con particolare riferimento agli aspetti di transizione ecologica, tutela ambientale e sviluppo delle attività portuali.

Nel corso dell’evento, Costa ha presentato VSF, nata con l’obiettivo di contribuire alla sostenibilità del territorio veneziano, promuovendo un modello integrato di sviluppo, capace di coniugare virtuosamente le dimensioni ambientali, economiche, sociali e culturali.

«Siamo a Osaka per raccontare il significato e le attività di VSF – un unicum nel panorama nazionale e internazionale», ha spiegato Costa. «Uno strumento al servizio della sostenibilità dello sviluppo, che si distingue per l’approccio multidisciplinare e per la capacità di attivare reti, favorendo il dialogo tra realtà locali e globali, grazie all’attivazione di un partenariato pubblico e privato ad ampio spettro».

«L’obiettivo – prosegue – è fare di Venezia un punto di riferimento globale, capace di integrare sviluppo economico, tutela ambientale a favore della qualità della vita. Ora che il MOSE garantisce per i prossimi decenni la protezione fisica della città e della laguna dall’innalzamento del mare, ci è consentito progettare un futuro basato sui principi dello sviluppo sostenibile. VSF nasce proprio con questo scopo: contribuire ad accelerare le transizioni ambientale, economica e sociale, accompagnando il territorio in un percorso di trasformazione compatibile con le sue capacità di carico. La partecipazione al World Expo di Osaka rappresenta un’importante occasione per condividere questa visione e per presentare, in un contesto internazionale, il nostro impegno a costruire un modello di sviluppo sostenibile fondato su collaborazione, azione progettuale e visione di lungo periodo».

Il Premio Europeo delle Relazioni 2025 assegnato a Renato Brunetta, Presidente VSF

È stato assegnato oggi, 11 aprile, al presidente VSF, Renato Brunetta, il “Premio Europeo delle Relazioni 2025” da parte della “Fondazione ETS – Relazionesimo”. Il riconoscimento gli è stato conferito a Villa Borghese a Roma, nell’ambito delle celebrazioni per l’Earth Day 2025.

Istituito nel 2023, il “Premio Europeo delle Relazioni” è attribuito a personalità che si sono distinte nella promozione di relazioni di valore che contribuiscono al cambiamento positivo delle società italiane ed europee. In precedenza, sono stati premiati Giulio Rapetti Mogol, Michelangelo Pistoletto e Guido Tonelli.

La motivazione del conferimento di quest’anno si basa sull’approccio strategico adottato dalla Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità, che mira alla costruzione di un modello integrato di sviluppo sostenibile ambientale, economico e sociale. 

Questa assegnazione – recita la motivazione del Premio – deriva dalla constatazione di come la Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità abbia adottato un approccio strategico che integra armoniosamente le dimensioni ambientali, economiche e sociali. VSF, infatti, si propone di trasformare Venezia in un modello di eccellenza per la qualità della vita urbana ed essere di ispirazione per le città di tutto il mondo. In questo contesto, la sua attività aspira a stabilire nuovi standard di riferimento per costruire un futuro sostenibile e inclusivo per la salvaguardia del pianeta e delle sue biodiversità.

VSF patrocina il Festival Aquamour: celebrare l’acqua e le soluzioni biomimetiche

Dal 21 al 25 marzo 2025, Venezia ospiterà la prima edizione di Aquamour, un festival dedicato all’acqua in tutte le sue forme. Patrocinato da VSF e organizzato da SUMus Venezia, l’evento rappresenta un’occasione di dialogo e riflessione sul ruolo vitale dell’acqua, non solo per la città lagunare, ma per l’intero pianeta.

Lunedì 24 marzo, il Direttore Generale di VSF, Alessandro Costa, interverrà al dibattito “Riprogettando Venezia con l’intelligenza della natura”, che si terrà presso The Human Safety Net dalle 10:00 alle 13:00. Tra i relatori figurano Gunter Pauli, Giovanna Melandri, Andrea Illy, Andrea Rinaldo, Mario Sprovieri, Kalina Raskin, Guido Petrucci, Fulvio Lino Di Blasio, Silvio Parizzi, Vincenzo Marinese, Carlo Salvan, Benno Albrecht, oltre alle startup dello spazio LeonardH2O e Bénédicte Fumey, Hélène Molinari, Giulio Pasolini.

Il festival, a ingresso libero, riunirà esperti internazionali, innovatori, artisti e attori locali impegnati nella tutela della laguna. L’obiettivo è stimolare ispirazione e azione, posizionando Venezia come centro di riferimento per la ricerca e l’imprenditorialità legate all’acqua e agli ecosistemi marini. Un tema centrale di questa prima edizione sarà la biomimetica, un approccio scientifico che trae ispirazione dai modelli naturali per affrontare le sfide ambientali.

Al via il 10º Congresso Europeo dei Governi Locali a Mikołajki: leader europei a confronto

Ha preso il via oggi a Mikołajki, in Polonia, la 10ª edizione del Congresso Europeo dei Governi Locali (European Congress of Local Governments – ECLG), organizzato dalla Foundation Institute for Eastern Studies, partner di VSF. L’evento, che durerà fino al 4 marzo, rappresenta un’importante piattaforma di dialogo, cooperazione e scambio di best practice tra leader locali, amministratori, rappresentanti del settore privato e della società civile. VSF partecipa al congresso per il secondo anno consecutivo, contribuendo al dibattito con esperienze e soluzioni innovative nei campi della sostenibilità e dell’innovazione.

L’edizione 2025 del Congresso si concentra sul tema “Sfide Globali – Soluzioni Locali”, evidenziando la necessità di affrontare le trasformazioni globali con strategie mirate a livello locale. Oltre 2.500 partecipanti, tra cui rappresentanti dei governi locali e centrali, ONG, accademici, imprenditori ed esperti provenienti da tutta Europa, sono attesi a Mikołajki.

VSF partecipa al Congresso con il Direttore Generale Alessandro Costa e Luca Farina, Project Manager per l’area Innovazione e Idrogeno. Entrambi prenderanno parte a panel di discussione previsti per il 4 marzo.

Alessandro Costa interverrà nella sessione “Future Proof City – Can Cities Stand Up to Climate Change and Disasters?” (Città a Prova di Futuro – Come le Città Possono Resistere agli Effetti dei Cambiamenti Climatici?). Il dibattito affronterà le sfide derivanti dalla crescente urbanizzazione e dalle pressioni del cambiamento climatico sulle città, concentrandosi sull’importanza di progettare città sostenibili e resilienti. Sarà discusso anche il ruolo cruciale della collaborazione tra i vari settori e le autorità locali per garantire un futuro vivibile per le comunità urbane di tutto il mondo.

Luca Farina prenderà parte al panel “Innovation as a Catalyst for Strengthening Local Communities” (L’Innovazione come Catalizzatore per Rafforzare le Comunità Locali), che esplorerà come l’innovazione possa rafforzare il potenziale economico e sociale delle comunità locali, creando nuove opportunità occupazionali, migliorando la competitività delle imprese e rafforzando i legami sociali.

Con oltre 250 eventi suddivisi in 15 tematiche, il Congresso offre numerose opportunità di confronto su strategie e soluzioni innovative per il futuro delle comunità locali. I temi trattati includono economia e finanza, infrastrutture regionali, innovazione, sicurezza, turismo e sviluppo sostenibile, tutte aree che richiedono azioni concrete e collaborative per garantire un futuro resiliente e sostenibile.

Il cordoglio di VSF per la scomparsa di Alberto Scotti, progettista del MOSE

«Apprendiamo oggi con profonda tristezza della scomparsa dell’ingegnere Alberto Scotti, una figura di grande valore che ha dedicato una parte significativa della sua vita alla salvaguardia della bellezza e della storia di Venezia.

Il suo pragmatismo e la sua visione hanno reso possibile la realizzazione di un’opera ingegneristica senza precedenti, il MOSE, che oggi rappresenta un simbolo di speranza nella lotta contro gli effetti sempre più drammatici dei cambiamenticlimatici.

Fermo sostenitore dell’efficacia del MOSE, l’ingegnere Scotti ha trasmesso a tutti noi la sua certezza, che si è trasformata in una garanzia per il futuro della città. Venezia, per i decenni a venire, sarà protetta grazie a questa straordinaria opera, ma soprattutto grazie alla #determinazione e all’impegno di colui che ne è stato l’artefice principale.

Il suo contributo resterà indelebile nella storia della nostra città, e la sua dedizione continuerà a vivere in ogni angolo di Venezia. A lui va il nostro più sincero ringraziamento».

Così il presidente VSF Renato Brunetta ha espresso il cordoglio per la scomparsa dell’ingegnere Alberto Scotti.

Sostenibilità, il presidente VSF Renato Brunetta incontra a Roma Kamal Kishore, Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per DRR e Capo di UNDRR

UNDRR: «Venezia sia capofila di una rete di città costiere per le buone pratiche relative all’innalzamento del livello del mare per proteggere il patrimonio culturale»

Si è svolto nei giorni scorsi a Palazzo Lubin, a Roma, un incontro tra una delegazione della Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità / Venice Sustainability Foundation (VSF) e Kamal Kishore, rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per l’UNDRR (United Nations Office for Disaster Risk Reduction – l’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di disastri).

La riunione ha visto la partecipazione del presidente della Fondazione, Renato Brunetta, del direttore generale Alessandro Costa e di Pierpaolo Campostrini. Per UNDRR erano presenti Kamal Kishore, Special Envoy del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Paola Albrito, Direttrice di UNDRR, Daniela Gilotta, External Relations Officer, e Luca Rossi, Senior Coordination Officer – Early Warning for All Initiative.

La proposta fatta da Kamal Kishore è che Venezia sia capofila di un network globale di città costiere in cui si confrontino le buone pratiche relative all’innalzamento del livello del mare per proteggere il patrimonio culturale. Questa iniziativa potrà essere lanciata nei prossimi eventi che saranno curati a Venezia da VSF ed a Ginevra da UNDRR.

L’incontro si inserisce nel contesto delle iniziative legate al ruolo di Venezia come “Resilience Hub” nell’ambito del programma delle Nazioni Unite “Making Cities Resilient 2030”, che mira a rafforzare la capacità delle città di affrontare gli eventi che possono essere causa di disastro. Questo ruolo è stato assegnato alla Città durante la Biennale della Sostenibilità 2023, organizzata da VSF. Su incarico del Comune di Venezia, VSF mantiene attive le attività di networking con UNDRR promuovendo iniziative, prevalentemente di carattere internazionale, di divulgazione e sensibilizzazione evidenziando l’esperienza di Venezia di salvaguardia del patrimonio culturale e di adattamento ai cambiamenti climatici.

Nel corso dell’incontro, il presidente Renato Brunetta ha illustrato la mission della Fondazione e il suo impegno nel promuovere una maggiore consapevolezza sui temi della sostenibilità, con particolare attenzione al ruolo di Venezia quale esempio di resilienza urbana.

L’obiettivo principale della riunione è stato quello di esplorare ulteriori modi per intensificare la collaborazione tra Venezia e UNDRR, utilizzando la città come un punto di riferimento per sensibilizzare e ispirare altre realtà urbane a livello internazionale, con particolare riferimento alla salvaguardia del Patrimonio culturale.

Venice Resilience Hub, proseguono le attività di confronto internazionale

La Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità / Venice Sustainable Foundation (VSF) prosegue le attività legate al ruolo di Venezia quale Resilience Hubnell’ambito del programma “Making cities resilient” dell’Ufficio delle Nazioni Unite per la Riduzione del Rischio di Disastri (UNDRR).

Il 6 novembre, a Budva, in Montenegro, nel contesto della Europe and Central Asia Regional Platform for Disaster Risk Reduction, si è svolto l’incontro tra le città selezionate come Resilience Hub, con la partecipazione, per VSF, di PierPaolo Campostrini. Nel suo intervento, Campostrini ha sottolineato l’importanza di rafforzare la cooperazione tra i diversi Resilience Hub, per sviluppare iniziative congiunte a tutela del patrimonio culturale e della resilienza urbana. Questi confronti sono fondamentali per generare e condividere soluzioni innovative, valorizzando le esperienze e le competenze acquisite nelle rispettive città.

Campostrini ha inoltre approfondito le prospettive di sviluppo del progetto “Venezia Città Campus”, che punta a creare in città un cluster dell’economia della conoscenza.

La Fondazione Diabete Ricerca Onlus entra a far parte di VSF

La Fondazione Diabete Ricerca Onlus entra come nuovo socio co-fondatore della Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità / Venice Sustainability Foundation (VSF). L’ingresso, deliberato dal Consiglio di Indirizzo VSF lo scorso 16 dicembre, segna l’inizio di una collaborazione strategica per promuovere approcci innovativi al legame tra ambiente, salute e prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili (MCNT).

In questo contesto la Fondazione Diabete Ricerca Onlus svilupperà iniziative di studio e attuazione utilizzando Venezia come contesto di ricerca. Tra le attività principali dell’ente c’è il progetto “Ambiente, Salute e Prevenzione delle Malattie Croniche”, dedicato alla raccolta e analisi di dati tramite dispositivi indossabili e sensori ambientali, per studiare come fattori quali inquinamento, urbanizzazione e abitazioni influenzino la salute. I risultati permetteranno di elaborare soluzioni avanzate basate su intelligenza artificiale e telemedicina, con un’attenzione particolare alla prevenzione, alla sostenibilità e al benessere della comunità.

Il progetto esplorerà l’interconnessione tra ambiente urbano e salute, concentrandosi su progettazione urbana e abitativa sostenibili. Venezia, con la sua complessità ambientale unica, sarà il laboratorio ideale per studiare come fattori quali camminabilità, trasporti, qualità dell’aria e densità abitativa influenzino la salute pubblica.

VSF, il Consiglio di Indirizzo approva il programma del 2025

Si è tenuta a Venezia l’ultima riunione dell’anno del Consiglio di Indirizzo della Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità / Venice Sustainability Foundation (VSF). I lavori si sono concentrati su alcuni aspetti di rilievo, in primis l’approvazione del Programma di attività 2025 e del budget triennale 2025-27. Sono, inoltre, state prese le seguenti decisioni:

  • L’ammissione della Fondazione Diabete Ricerca onlus quale nuovo socio cofondatore, che si propone di sviluppare nella Venezia metropolitana uno studio innovativo sul legame tra ambiente, salute e prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili.
  • È stato adottato il regolamento per l’ammissione dei soci sostenitori di VSF, stabilendo per essi la possibilità di presentare proposte progettuali o di prendere parte alle iniziative in corso.
  • È stato adottato il Gender Equality Plan, per raggiungere l’equilibrio di genere nella composizione degli organi VSF, dello staff e negli eventi organizzati dalla Fondazione, nonché per promuovere un ambiente di lavoro inclusivo.

Nel Programma 2025, sono stati confermati i 9 ambiti tematici di attività VSF – Idrogeno, Transizione energetica e ambiente, Venezia città campus, Residenzialità, Turismo sostenibile, Innovazione e Acceleratore Venisia, Inclusione sociale, Cultura della legalità, Produzioni culturali innovative – e i 4 progetti trasversali in corso – lo sviluppo di uno scenario di sostenibilità urbana per Venezia e il suo intorno metropolitano, l’accompagnamento all’accesso a strumenti di finanza sostenibile, l’attuazione del ruolo di Venezia quale resilience hub della partnership ONU Making Cities Resilient 2030, l’organizzazione della 2° Biennale della Sostenibilità (che sarà dedicata al rapporto tra urbs, la città fisica, e civitas, la comunità che la vive, nella Venezia metropolitana).

L’incontro è stato anche l’occasione di ripercorrere le attività portate a compimento nel 2024.

Alcune di esse sono il risultato della facilitazione VSF:

  • L’inaugurazione dei Poli accademici dell’Acqua e del Restauro, all’interno del progetto Venezia Città Campus.
  • Il completamento del Parco del Bacino di Malcontenta, dove sono state messe a dimora oltre 14mila piante.
  • La realizzazione di un’analisi sul potenziale di sviluppo della space economy nel Veneto (di prossima pubblicazione).

Numerose le iniziative pubbliche che VSF ha organizzato. Tra di esse:

  • Il 1° Venice Hydrogen Forum, dedicato allo sviluppo dell’economia dell’idrogeno decarbonizzato nel Mediterraneo.
  • L’evento collaterale del Padiglione Italiano alla COP29 di Baku, dedicato all’esperienza di resilienza climatica di Venezia.
  • La mostra Waterproof Venice, incentrata sulla trasposizione futuribile delle progettualità e ambizioni per lo sviluppo sostenibile del territorio veneziano da parte di una ventina di soci VSF.

Infine, è stato ricordato come nell’anno siano stati siglati tre accordi internazionali:

  • Con l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale e con la Fondazione Internazionale Trieste per la Scienza, finalizzato alla realizzazione di iniziative congiunte in tema di sostenibilità dello sviluppo del territorio.
  • L’European Institute for Comparative Urban Research, con cui portare avanti studi comparati sui cluster di attività innovativi urbani.
  • La polacca Foundation Institute for Eastern Studies, per il reciproco coinvolgimento in iniziative seminariali e divulgative di carattere internazionale. 

«Il 2024 ha rappresentato un anno significativo per la Fondazione, impegnata in una serie di iniziative per promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio veneziano. Ora, che grazie al Mose abbiamo salvaguardato l'”urbs”, dobbiamo sostenere lo sviluppo della “civitas”, attraverso l’immissione di nuovo capitale umano, cioè lavoro, giovani e famiglie. È questo il futuro di Venezia, ma per farlo servono investimenti sostenibili. Lo scopo della Fondazione è dare un significato concreto a questa possibilità di salvezza», ha commentato il presidente VSF Renato Brunetta.

Clima e MOSE nel destino di Venezia

Clima e MOSE nel destino di Venezia

Il Gazzettino 15 dicembre 2024

Non sottovalutiamo il presente: le azioni che compiamo oggi sono cruciali per affrontare i cambiamenti climatici. Ma non sopravvalutiamo il futuro al punto da paralizzarci: le sfide che ci attendono possono essere affrontate con determinazione, se iniziamo ad agire ora. Negli ultimi giorni, a valle della conferenza UNFCCC-COP 29 a Baku dedicata ai cambiamenti climatici, alcuni commenti hanno evidenziato prospettive particolarmente pessimistiche riguardo al futuro di Venezia entro la fine del secolo, a causa dell’aumento del livello del mare.

Pur senza tener conto dell’eventualità di processi di cui non abbiamo ancora piena conoscenza (deep uncertainty, nel linguaggio di IPCC), l’innalzamento del livello del mare nelle prossime decadi è una certezza. In relazione agli scenari emissivi possibili, ovvero se saremo in grado – o meno – di limitare le emissioni in atmosfera di gas clima-alteranti, la velocità di questo innalzamento subirà variazioni.

Questo scenario suggerisce e dovrebbe rendere imprescindibili le scelte di decarbonizzazione dell’economia, come ribadito anche nella riduzione di emissioni affrontata alla COP29. Il futuro di fine secolo non è già scritto e molto dipende dal comportamento che le nostre società, a partire da oggi, saranno in grado di adottare.

In altre parole, ciò che accadrà entro il 2050 riguardo all’SLM è già noto, con poche incertezze.

In questo contesto risulta impossibile considerare “definitiva” qualsiasi misura di adattamento all’SLM che i governi e le società di ogni Paese dovranno adottare. Esse devono riguardare non solo gli allagamenti, ma anche l’erosione della costa e l’intrusione di acqua salata che provoca danni all’agricoltura e alla disponibilità di acqua potabile.

Ogni discorso serio su Venezia deve identificare due momenti dirimenti: dal 3 ottobre 2020, grazie alle barriere di acciaio del MOSE, Venezia non è più allagata e dal 21 novembre 2022 i marmi di S. Marco non vengono più lambiti dall’acqua salata, nemmeno dalle frequenti maree medio-alte, grazie al sistema innovativo di barriere di vetro trasparente a protezione del fronte Basilica. 

Il risultato non era affatto scontato,  il percorso è stato forse troppo lungo, ma oggi “Venezia è salva”. 

Tutto questo è “provvisorio”? Certamente, come ogni realizzazione di questa incredibile città costruita in un ambiente di transizione come una laguna. Non c’è niente di più sbagliato che considerare Venezia e la sua laguna come città e un luogo immutabili nel tempo.

Perché stupirsi allora che il MOSE sia “provvisorio”? Come altri strumenti adottati nel percorso millenario di Venezia, è utile a “comprare tempo”, soddisfare la principale condizione necessaria perché la città rimanga viva e vitale. 

Il veneziano e celebre prof. Andrea Rinaldo parla di 75 anni  “comprati”: sono tre generazioni, non è un tempo breve, e certamente non va sprecato.

Rispetto a questi prossimi 75 anni, Venezia sarà il sito UNESCO e la  città più sicura rispetto ai circa 40 siti UNESCO a rischio nel Mediterraneo per l’innalzamento del livello marino, e rispetto a molte altre città costiere nel mondo.

Le ingiurie subite dal suo patrimonio culturale in passato, a causa delle frequenti inondazioni — drammaticamente rappresentate dai marmi della Basilica di San Marco, sgretolati dall’azione dell’acqua salata — non si ripeteranno più. Al contrario, la protezione finalmente ottenuta ha reso possibile l’avvio immediato di importanti interventi di restauro, alcuni dei quali già completati.

Venire per credere.

Peraltro, il fatto pur rilevante della acquisita protezione dalle acque alte non implica che tutti gli obiettivi della legge speciale del 1973 siano stati raggiunti. È necessario proseguire il “restauro ecologico” della laguna, continuano a essere indispensabili interventi di manutenzione e restauro urbano, oltre all’urgenza di “assicurare la vitalità socio-economica”, come recita l’articolo 1 della legge citata. 

In questo quadro, l’impegno della Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità (VSF) intende coinvolgere non solo le istituzioni pubbliche, ma anche attori privati, che possano concorrere, con le loro attività, alla vitalità socioeconomica che la Fondazione vuole promuovere, facilitare e catalizzare. Bisogna agire immediatamente, come sottolineato dal prof. Paolo Costa, per evitare la contraddizione di aver salvato l’urbs e condannato a morte la civitas.

Guardiamo al futuro. Ha perfettamente ragione il Andrea Rinaldo quando chiede maggior attenzione sul tema. E’ sempre stato esplicito nel progetto MOSE che lo schema concettuale del suo funzionamento “mobile” era valevole sino a quando il livello del mare si sarebbe  alzato di circa 50-60 cm rispetto a quota di riferimento (del 1900). Le conoscenze del tempo portavano a stimare che tale livello si sarebbe raggiunto dopo almeno cento anni; l’accelerazione dei fenomeni globali, dovuta all’enorme aumento dell’immissione in atmosfera dei gas clima-alteranti, riduce oggi tale stima, tuttora affetta da incertezza. Si tratta comunque di qualche decade.

Oltre tale data, tuttavia, non sussiste un “pericolo di sommersione” per Venezia: le barriere attuali sono in grado di mantenere un dislivello di 2 metri tra mare e laguna. Piuttosto, emerge con chiarezza la necessità di rivedere, nel futuro, la modalità di protezione. Paradossalmente, la nuova soluzione di protezione potrebbe essere addirittura più semplice di quella attuale, ma richiederà l’eliminazione di alcuni vincoli (paesaggistici, economici, ambientali). 

Con il MOSE abbiamo “guadagnato tempo”.  Ottima l’idea del prof. Andrea Rinaldo di creare sette gruppi di studio di alta qualifica internazionale che esaminino il tema e propongano nuove soluzioni per il prossimo secolo. Accolgo e rilancio questa proposta, che può trovare il proprio spazio ideale nella sinergia tra ISVLA e VSF. 

Oggi abbiamo il dovere di non sprecare il tempo guadagnato: dobbiamo progettare e predisporre sin da ora le azioni che dovranno essere realizzate nella seconda metà di questo secolo secolo.

Venezia è consapevole dei progressi fatti, pur riconoscendo le lentezze e gli errori, e vanta un know-how avanzato in diversi ambiti, dalle tecnologie di alta ingegneria alle soluzioni basate sulla natura. I centri di ricerca della città, inclusa l’istituzione recente sui cambiamenti climatici, insieme alle Università, costituiscono un patrimonio di eccellenza internazionale. Grazie alle alleanze con partner globali (UK, Olanda, USA, Australia, Giappone), Venezia ha il potenziale per diventare l’hub mondiale per la progettazione di soluzioni contro l’innalzamento del livello del mare. Una Venezia capace di garantire la propria sicurezza per le prossime tre generazioni, continuando così a salvare se stessa, offrendo un modello per il mondo intero. 

Renato Brunetta

Presidente della Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità.

VSF alla presentazione del Venezia Fc femminile

La Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità / Venice Sustainability Foundation (VSF) ha preso parte alla presentazione della prima squadra femminile del Venezia FC avvenuta oggi alle Procuratie Vecchia di San Marco nella casa di The Human Safety Net.

La direttrice della comunicazione, Tania Schiavon, ha illustrato le attività della Fondazione, esprimendo apprezzamento per il progetto del Venezia FC. Ha sottolineato il suo valore nel promuovere inclusione e crescita culturale attraverso un approccio innovativo e integrato nel mondo dello sport. Un’iniziativa che rispecchia i valori della Fondazione e il suo impegno verso l’inclusione sociale.

Assieme a Schiavon sono intervenute l’assessore del Comune di Venezia Paola Mar, Matteo Senno, consigliere del Comune di Venezia delegato allo sport, Alexia Boro di The Human Safety Net, la responsabile del Venezia Fc Grazia Trentin, il Director of Operation del Venezia Fc Andrea Rogg, il Technical Director Cristian Molinaro.

Venezia città del futuro. La Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità/Venice Sustainability Foundation su La Stampa

Il presidente della Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità / Venice Sustainability Foundation (VSF) è intervenuto oggi sul quotidiano La Stampa offrendo una riflessione sull’evoluzione storica e moderna della città di Venezia come modello di resilienza e innovazione. Dall’epoca della Serenissima all’implementazione del sistema di opere complesse Mose, Venezia ha mostrato al mondo una via di convivenza tra tradizione e modernità.

Con il supporto della Fondazione, il territorio oggi si prepara ad affrontare una nuova fase con prospettive legate alla sostenibilità. Un modo di guardare al futuro con la consapevolezza di affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici.

Venezia città del futuro

Non è un caso che Venezia sia tornata ad apparire nelle pagine dei quotidiani nazionali mentre il mondo, sconvolto da guerre antiche e da nuove catastrofi, si sta interrogando su come dovrà essere la transizione verso il futuro anche per i cambiamenti climatici, ormai innegabili.

Perché non ricordare allora la storia millenaria di Venezia, città “impossibile” costruita in una laguna, ecologicamente “ambiente di transizione” e, per molti secoli, città modello di cultura, arte e innovazione per il mondo intero?

L’esperienza storica di Venezia è sempre stata rivolta al futuro e mai al passato. Come nel quadro del “Mondo Novo” del veneziano Giandomenico Tiepolo (1791), dove i personaggi sono visti di spalle, mentre guardano verso qualcosa che ancora non si palesa.

Venezia ha sempre incarnato modernità e innovazione: già nel Medioevo Dante, descrive con meraviglia, nel canto XXI dell’Inferno, l’Arsenale di Venezia, il più grande cantiere navale d’Europa, organizzato come una fabbrica fordista ante litteram.

Modernità nella tecnologia e nella scienza, sostenute da una governanceilluminata: ogni elenco risulterebbe incompleto, ma menzionerebbe Galileo Galilei, fisico e astronomo dell’università di Padova, che a Venezia nel 1609 sperimentò il suo canocchiale dalle prestazioni superiori grazie a lenti fabbricate con il vetro di Murano, con le quali si traguardarono eccezionali scoperte destinate a rivoluzionare la tradizionale visione del cosmo, pubblicate nel Sidereus Nunciusa Venezia nel 1610. Anche i libri contribuirono a rendere Venezia capitale della cultura europea: dopo l’invenzione di Gutenberg della stampa a caratteri mobili (1455), nel 1469 la Repubblica autorizzò due giovani tedeschi all’ars imprimendi libros. Nel 1500 a Venezia si stampava la metà dei libri pubblicati in tutta Europa, anche grazie al talento di Aldo Manuzio, primo editore moderno, che trasformò il libro in un mezzo culturale e sociale, inventore del carattere corsivo e della punteggiatura, come oggi la utilizziamo.

La modernità della governance veneziana trova una straordinaria testimonianza nella visita del 1786 di alcuni dei padri fondatori della costituzione americana: Thomas Moore, Benjamin Franklin e Thomas Jefferson. Giunti a Venezia per studiare il suo avanzato corpus giuridico e trarne ispirazione, i tre illustri ospiti mostrarono ammirazione per le strutture politiche della Serenissima. In particolare, Benjamin Franklin, noto non solo come costituzionalista ma anche come scienziato, lasciò alla città un segno tangibile del proprio passaggio: il primo parafulmine, che installò sul campanile di San Marco

Dopo la caduta della Repubblica, nel 1797 seguì un periodo di declino il cui termine è simboleggiato dalla costruzione del ponte translagunare (1846). Quel ponte, che permise l’arrivo non solo del treno, ma anche della rivoluzione industriale, avviò trasformazioni urbanistiche ed economiche. Venezia ebbe un acquedotto ed un sistema di pubblica illuminazione prima di Milano.

La seconda rivoluzione industriale vide Venezia come protagonista, sorgendo a Porto Marghera la prima zona industriale d’Italia, grazie al porto, che consentiva l’arrivo delle materie prime, e alla vicinanza con le sorgenti idroelettriche.

La convenzione per la costruzione del nuovo porto e di un nuovo quartiere residenziale fu firmata il 23 luglio 1917 dal presidente del Consiglio Paolo Boselli, alla presenza del sindaco di Venezia, Filippo Grimani, e di Giuseppe Volpi, presidente della Società Adriatica dell’Elettricità (SADE), fondata nel 1905.

Da quel momento, il polo industriale di Marghera ha conosciuto intense fasi di sviluppo e profonde trasformazioni, all’insegna della modernità e dell’innovazione. Le prime realtà manifatturiere si specializzarono nell’industria pesante e di base. Tra i settori rilevanti si annoverano quello metallurgico, in particolare alluminio, semilavorati in leghe ferrose e zinco, e quello chimico, con una vasta gamma di prodotti, tra cui materie prime indispensabili per ulteriori processi produttivi. Ma il modello “volpiano” non è solo industrialista, perché nel 1932 si completa con l’idea della Mostra del Cinema al Lido di Venezia: la nuova industria culturale del secolo.

Nel secondo dopoguerra, il progressivo ampliamento del comparto petrolchimico beneficiò delle sopraggiunte innovazioni tecnologiche, quali il “Moplen”, capostipite di prodotti resistenti, economici e di larghissimo uso, grazie alla scoperta del polipropilene isotattico da parte di Giulio Natta, per questo premiato dal Nobel per la chimica nel 1963. Nel 1965, in pieno boomeconomico, Porto Marghera registrò il massimo storico di occupati, impiegando 32.980 addetti.

Ancora oggi, tra aree portuali e impianti industriali, il polo di Marghera si estende su 2.109 ettari, confermandosi una delle più grandi zone industriali costiere d’Europa. Rispetto al secolo scorso, la struttura economica è profondamente cambiata: l’industria pesante ha lasciato spazio a nuove attività di manifattura leggera sostenibile e a funzioni logistiche avanzate, a servizio dell’intera regione veneta. Questo polo sfrutta ora in modo moderno il porto, la cui centralità fu determinante per i successi della Serenissima. Oggi a Marghera operano oltre 880 aziende, con più di 11.000 addetti.

Ma alle “date chiave” della storia di Venezia, alcune delle quali sopra ricordate, nel XXI secolo dobbiamo oggi aggiungerne un’altra: quella del 3 ottobre del 2020. La mattina di quel giorno, per la prima volta, l’innalzamento delle barriere mobili del MOSE separò le acque della laguna da quelle del mare, evitando l’allagamento della città. Fu davvero un evento epocale: le 78 paratoie, che realizzano la più grande diga mobile del mondo lunga 1,6 km, da quel giorno si sono alzate per più di 90 volte.

L’immagine triste e drammatica di una città piegata, colpita nelle sue ricchezze più preziose, dove era impossibile muoversi e lavorare, non esiste più. I lavori in corso di completamento cancelleranno ogni opportunità di foto della Piazza san Marco allagata. La Basilica di S. Marco, già dal novembre 2022, è protetta da una barriera di vetro che impedisce il contatto deleterio dei marmi con l’acqua salata, permettendo l’avvio di consistenti lavori di restauro.

Grazie al sistema MOSE (Modulo Sperimentale Elettromeccanico), e ad altri interventi complementari, la protezione di Venezia apre oggi la strada a una nuova fase. Venezia potrà assumere di nuovo il ruolo centrale che aveva nel primo millennio, con una storia rinnovata e diversa: un ruolo nuovo perché la vede agire all’interno di una area urbana funzionale che si estende su almeno altri 15 comuni, formando quella città metropolitana di almeno un milione di fruitori, parzialmente corrispondente a quella della Città Metropolitana. Un ruolo, quello della Venezia storica, reso possibile da una sua protezione dal mare con il MOSE, che si dimostra una soluzione a un problema che riguarda tutte, o quasi, le città costiere del pianeta: la salita del livello del mare.

Per i prossimi cento anni, Venezia sarà la città costiera più sicura al mondo!

Questo elemento fattuale chiude ogni polemica sulla bontà delle scelte operate dai diversi Governi, di vari colori politici, che si sono succeduti dal 1973, anno della prima Lege speciale per Venezia. Il MOSE, frutto dell’ingegno di due generazioni di progettisti e della volontà di una intera nazione, non risolve per sempre tutti i problemi di Venezia, ma fornisce il tempo per ricercare ed implementare le soluzioni ai problemi rimanenti.

Alcune soluzioni devono essere immediate, riguardando la rigenerazione della vita socioeconomica della Venezia storica che deve ridefinire le proprie funzioni all’interno dell’area urbana funzionale metropolitana. Funzioni che dovranno, prima di tutto, consentire di riequilibrare il “successo” dell’attrazione turistica che Venezia storica esercita sul mondo intero.

Altre sfide saranno future: prima fra tutte quella per affrontare l’innalzamento del mare di 50 cm rispetto all’attuale livello. La Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità (VSF), che il Presidente Draghi mi ha incaricato di presiedere e che ha come vicepresidenti il Sindaco di Venezia Brugnaro e il Presidente della Regione del Veneto Zaia, è stata istituita nel 2022 proprio con l’obiettivo di utilizzare “bene” il tempo reso disponibile dal MOSE.  Anch’essa rappresenta un modello innovativo di partnershippubblico-privato, composta da attori istituzionali, quali Il Comune di Venezia, la Regione del Veneto, le Università e gli Enti pubblici di ricerca, oltre a rilevanti Fondazioni, Istituti storici e grandi aziende nazionali ed internazionali. I 47 soci della Fondazione sono uniti dal filo rosso della “sostenibilità” e dall’impegno ad agire per il futuro di Venezia. Permettetemi qui alcuni esempi concreti.

La Fondazione VSF, assieme ai propri Soci, conduce ricerche nei settori avanzati dello Spazio e dell’Idrogeno, creando opportunità di incontro per le industrie del Nord-Est. Il mondo della finanza è interessato a sviluppare nuove forme di investimenti sostenibili e sta lavorando con noi per trovare soluzioni concrete (green bond).

Il mix di diverse fonti energetiche, l’uso crescente del vettore idrogeno, l’elettrificazione di funzioni industriali e urbane sono gli elementi essenziali alla decarbonizzazione. I cambiamenti climatici in atto impongono scelte coraggiose e rapide. A Marghera si sta ampliando il Polo dell’Idrogeno, con ingenti investimenti spinti dal Comune di Venezia che ha acquisito 90 autobus ad idrogeno e per alimentarli Eni realizzerà uno dei distributori più grandi d’Europa, con annesso impianto di produzione.

Le recenti polemiche sollevate riguardo alla generazione di energia elettrica da fonte nucleare hanno toni e argomenti che appartengono al passato, mentre gli sviluppi scientifico-tecnologici hanno già condotto il dibattito a un altro livello. Proprio a Marghera sono prodotti i componenti meccanici necessari ai magneti per le macchine di fusione nucleare, che è la prospettiva più pulita in assoluto. Qualche km più in là, a Padova, il CNR, l’ENEA e l’Università collaborano nel Consorzio RFX alla realizzazione del proto-reattore a fusione ITER. Abbiamo una lunga storia che ci insegna, impariamo dagli errori ed è evidente che nessuna installazione a Marghera avverrà senza assicurare sicurezza e sostenibilità.

La transizione ambientale ed energetica in atto richiede un notevole supporto culturale e scientifico: proprio per questo il modello di intelligenza di Venezia va condiviso con il mondo.

Recentemente abbiamo incontrato gli esponenti del World Heritage Centre dell’UNESCO.

Una narrazione negativa sui destini della città, animata dal solo scopo di interrompere le opere di salvaguardia in corso, aveva prodotto negli scorsi anni dubbi, timori, che raggiunsero il culmine in una visita UNESCO nel gennaio 2020, solo due mesi dopo il terribile evento alluvionale del 12 novembre 2019.

Allora Venezia era una città ferita, nel corpo e nello spirito.

La situazione è oggi totalmente diversa: dal 3 ottobre 2020, tutto è cambiato. Con il World Heritage Centre di UNESCO Venezia collaborerà, per rendere sempre migliore la gestione di questo sito ma, soprattutto, per raccontare al mondo come è stato possibile risollevarsi, portando modernità ed innovazione nella tutela del patrimonio culturale e ambientale.

Le misure attuate dal Comune di Venezia promuovono un approccio quantitativo e pragmatico alla gestione dei flussi turistici: il centro storico di Venezia accoglie in media ogni giorno circa 230 mila fruitori, meno della metà dei quali visitatori turistici, a testimonianza del ruolo centrale urbano che Venezia “di giorno” continua a svolgere.

Analisi che la Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità sta realizzando e di certo interesse per tutte le città d’arte. Su queste analisi si potranno fondare le misure capaci di contrastare l’effetto indesiderato che l’esposizione come “sito del patrimonio mondiale” sta portando, anche in altri siti soggetti all’overtourism.

Nel solo Mediterraneo oltre 40 siti del patrimonio mondiale sono a rischio per la risalita del livello del mare. Il “know how” relativo alle diverse misure di adattamento e protezione, incluso il MOSE, costituiscono un valore che può e deve essere condiviso. VSF lo dichiarerà nuovamente a Baku, in occasione della COP29, e continuerà a farlo attraverso le reti internazionali nelle quali i nostri esperti di elevata caratura scientifica sono già attivamente presenti.

Un esempio significativo è la collaborazione con l’Ufficio delle Nazioni Unite per la Riduzione dei Rischi di Disastri (UNDRR) nella campagna “Making cities resilient”. Venezia è stata nominata lo scorso anno “Resilience Hub”, una delle 30 città su oltre 4300 che aderiscono nel mondo, con il compito particolare di condivisione delle conoscenze e delle esperienze per la tutela del Patrimonio culturale.

Il grande ingegnere Cristoforo Sabbadino a metà del 1500 identificava i nemici di Venezia ne “i fiumi, il mare e gli homeni”. Sabbadino, che “inventa” la laguna moderna sottraendola al destino di inesorabile interramento, iniziò la difesa della città deviando i corsi dei fiumi fuori dalla laguna. Oggi il MOSE ne ha completato la difesa dal mare.

A discapito degli ultimi nemici, ahimè sempre presenti, Venezia è oggi il vero luogo di un nuovo Rinascimento!

Le Università veneziane già attraggono ricercatori e studenti internazionali, attivando nuovi percorsi accademici: il progetto “Venezia Città Campus”, mira al raddoppio della popolazione studentesca e di ricercatori. Il lavoro della Fondazione VSF si intreccia con quello di altri Enti e Fondazioni, vecchie e nuove, in una rete di floride attività culturali che a Venezia negli ultimi anni si è enormemente ampliata, con un numero di eventi che supera quelli di Parigi. Infatti, da un lato gli attori “storici” (La Biennale, Fondazione Cini, la Fenice, i Musei Civici, Querini Stampalia, Guggenheim) hanno saputo rinnovarsi ed ampliarsi negli spazi e nell’offerta, dall’altro ad essi negli ultimi anni si sono affiancate nuove importanti Fondazioni (Pinault, Prada, Willmotte, Vedova, Pentagram Stiftung, Berggruen ed altre) ricche di attività, capaci di portare da tutto il mondo nuovi stimoli nei campi della cultura e dell’arte.

Ritornando alla Storia poco sopra ricordata, si sta attuando in questo nuovo Rinascimento a Venezia un modello “neo-volpiano”, in cui le espressioni più aggiornate della cultura dialogano con quelle più avanzate della tecnologia e dell’industria, attraendo nuovo capitale umano, mescolando esperienze e idee.

Se fino a poco fa era il mondo che voleva salvare una “Venezia in pericolo”, ora è una “Venezia sicura” che vuole essere esempio per il mondo. Una Venezia che si è salvata dal mare e che oggi vuole mostrare come si possano gestire per il meglio anche le onde dell’overtourism. Così facendo, provvederà al proprio rinnovamento ed alla salvezza della propria civitas(la sua gente, ingegno e capitale umano), dopo aver realizzato in modo straordinario la salvezza dell’urbs(i suoi monumenti e la sua cultura).

Venezia, la più antica città del futuro.

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Sede Operativa: S. Marco 176, Calle del Cappello Nero, 30124, Venezia.
Sede Legale: S. Marco 4136, 30124, Venezia – C.F. 94102820274

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